Desideriamo ringraziare tutte le partecipanti che in questa seconda edizione sono state ancor più numerose. In finale sono arrivate le proposte che per narrazione, brillantezza, ritmo e contenuti spiccavano di più. Le voci prese in esame sono state: l’originalità del soggetto, la struttura narrativa, il punto di vista femminile, la formattazione, il potenziale produttivo e distributivo e la scrittura della scena.

La commissione selezionatrice, composta dal comitato organizzatore e da Read My Script, dopo attenta lettura, ha scelto:

Veronica Chirra
Titolo: ASSO PIGLIA TUTTO
Genere: commedia
Editor assegnato: Giovanni Busellato

Motivazione. Roma, 2023. Un gabbiano svolazza nel cielo. È in una calda mattinata estiva che ha inizio l’episodio scatenante di quella che sarà una lotta all’ultimo sangue tra i variopinti condòmini di una palazzina: la cagnolina Dolly ha ingoiato un osso di pollo fuoriuscito dal sacchetto della spazzatura che una mano anonima e maleducata ha gettato dalla finestra. La proprietaria del cane, salvato in extremis, non può tollerare il ‘tentato omicidio’ e costringe il coniuge a convocare per mail, la sera stessa, una riunione di condominio. Il colpevole non la passerà liscia. Diverse persone sono presenti, ognuna delle quali si affanna a crearsi un alibi. Si fanno le ore piccole, l’atmosfera è rovente, vengono indette votazioni, una ragazza incinta è prossima al parto, ognuno spera che la riunione termini al più presto… quando dal sacco nero spunta un Gratta&Vinci vincente…
Abilità nel creare situazioni comiche e personaggi in cui l’aspetto realistico da “vicini di pianerottolo” vira violentemente al grottesco, senza perdere in credibilità, man mano che la situazione si ribalta: è una sorvegliata e deliziosa vis comica condita da una buona scorta di fantasia. La caratteristica che risalta in questo soggetto è la felicità inventiva e la scorrevolezza della narrazione. Il soggetto sembra scritto strizzando l’occhio alla farsa di un Feydeau; anche se il travolgente finale richiama alla mente, più del teatro, l’atmosfera di una gag alla Buster Keaton o di quelle sit-com dove tutto accade in una notte.

 

Anna Francesca Leccia
Federica Baggio (coautrice)
Titolo: ALMA
Genere: dramma
Editor assegnato: Eleonora Giugliano

Motivazione. Alma, piccola donna di “un metro e quarantanove di energia esplosiva”, dopo una vita di sacrifici lavora da dieci anni a Roma come badante, e le sue giornate sono un percorso a ostacoli: quando muore la vecchia signora che assiste, Alma si trova ad affrontare difficoltà, ricatti e umiliazioni. Una vita, la sua, indistinguibile dalle mille altre che compongono il sotterraneo mosaico delle esistenze di chi fatica tutti i giorni, sperse nell’anonimato di una grande città. Alma, peruviana, è così abituata ad essere invisibile da non crucciarsi quando si sente definire ‘la filippina’; la sua forza d’animo e un innato ottimismo le danno sempre la spinta per risollevarsi e ricominciare.
La lente d’ingrandimento con cui l’Autrice osserva la vita di Alma la rende unica, fa emergere la fierezza e la dolcezza del suo carattere di lottatrice, alle prese con i personaggi che incrociano il suo cammino, fatti vivere sulla pagina con pochi tratti ricchi di umorismo (l’amica trans corteggiata da un gelataio di Ostia, il Generale pariolino veterano di guerra che tratta Alma come un soldato di leva, Angel il marito piagnucolone e fedifrago…). I tanti piccoli tasselli che collegano il passato e il presente di Alma e la fanno essere quella che è (“…Tutto quello che nella vita ha cercato di fare per amore le si è ritorto contro”) sono sorretti da una scrittura scorrevole e vivace, capace di svariare con ammirevole naturalezza tra il registro più drammatico e quello leggero da commedia di costume. È proprio questo equilibrio che ci ha fatto prediligere, tra gli altri, questo soggetto.

 

Valentina Ghetti
Giulia Pagnacco (coautrice)
Titolo: FRANZ
Genere: formazione, storico
Editor assegnato: Michel Buraggi

Motivazione. Le scene iniziali e finali sono ambientate in un circolo sportivo nella Milano del 1846, dove un’elegante signora e un uomo in saio assistono a un combattimento di scherma. La vicenda centrale si snoda invece sullo sfondo delle guerre napoleoniche tra la fine del XVIII sec. e l’inizio del XIX sec. La storia di Francesca è inscritta nel suo carattere testardo e ribelle, che la porterà a rifuggire dal destino tradizionalmente previsto per il suo sesso (figli, casa e un buon matrimonio) per unirsi alle truppe austriache e combattere in vesti maschili contro i francesi col nome di ‘Franz’, non senza disdegnare bollenti avventure con fascinosi militari di ambo le nazionalità. Il valore sul campo le guadagna il titolo di Tenente, ma dopo una vita tumultuosa Francesca-Franz, stanca di guerra, continua a combattere le sue battaglie con altre, più inoffensive, armi…
Un soggetto che spicca sugli altri per il coraggio di scegliere un dramma in costume, situato in un contesto storico lontano attualizzato però da tematiche ben presenti ai nostri giorni come quelle dell’identità sessuale e dei ruoli. Se non tutte le linee narrative sono portate avanti come ci si aspetterebbe, e la narrazione si fa qua e là eccessivamente dispersiva, il coinvolgimento è assicurato. La Ghetti non lesina in colpi di scena che si concludono nella circolarità del finale, e i flashback di cui è punteggiata la narrazione sono puntuali e necessari. Ai dialoghi brevi ma efficaci, nei quali è racchiuso tutto il senso di una scena, si contrappongono le molte immagini che scorrono davanti a chi legge come nei romanzi di cappa e spada che tutti, almeno una volta, abbiamo letto e amato.

 

Annalaura Greco
Titolo: CRASH!!
Genere: formazione, commedia
Editor assegnato: Greta Scicchitano

Motivazione. Lara, 30 anni, è tornata a vivere in casa dei genitori in Piemonte dopo che un suv l’ha travolta, lasciandola per un certo tempo in coma. La sua vena creativa di autrice di graphic novels è bloccata da quando il suo editor, Adam, l’ha abbandonata professionalmente e sentimentalmente. Per reagire, Lara segue il consiglio dell’amica Elena e inizia a insegnare disegno ai giovani del paese.
Detta così, la trama potrebbe sembrare un ritratto come tanti di giovani donne bloccate in un incerto orizzonte lavorativo da situazioni sentimentali poco risolte e, sopra a tutto, dalla sensazione di essere sempre nel posto e nel momento sbagliato. Ed è vero anche per Lara, però lei ha un asso nella manica: Jolanda, un’amica immaginaria ma molto reale, un alter ego di carta o una specie di angelo custode che, inedita rivisitazione di quel che Campanellino era per Peter Pan, la sprona a ricomporre i pezzi della sua identità. La Greco sa dare un’originale prospettiva al monologo interiore di Lara, e lo fa con uno stile che ha la leggerezza della carta e la forza della vita: «“Promettimi che mi disegnerai” chiede Jolanda asciugandomi le lacrime. Nel farlo, la carta di cui è fatta perde consistenza, le linee che la compongono si inumidiscono disperdendo il colore dell’inchiostro. Più tenta di asciugare le mie lacrime e più questa cosa mi fa piangere. Quello che rimane di lei è solo una poltiglia di cellulosa». Sono passaggi come questi che ci hanno convinto.


Ambra Principato
Lucio Besana (coautore)
Titolo: IL CANTO DELLA REGINA
Genere: horror
Editor assegnato: Gloria Puppi

Motivazione. Villa in Toscana, 1910. Giacinta Bardi, vedova con quattro figlie, assume un entomologo, Maso, perché scopra il motivo per cui le sue api non producono più miele, sul cui prezioso estratto medicamentoso la famiglia Bardi ha costruito un impero. Durante l’indagine, incuriosito dall’atmosfera di mistero che aleggia nella villa e scosso dalla lettura di un testo esoterico, Maso fa alcune scoperte su macabri episodi del passato fino a intuire, tra flashback rivelatori, che è stato scelto come la prossima vittima della cosiddetta ‘mellificazione’. Tre atti e un epilogo, come nelle tragedie classiche, compongono l’impianto architettonico di questa favola nera dove ogni personaggio e ogni sua azione sembra avere una valenza simbolica, a partire dall’originale idea iniziale del parallelismo tra l’organizzazione degli insetti e i rapporti che legano una madre, l’ape regina della casa, alle figlie destinate a lasciare l’alveare. In un universo popolato da femmine – sono chiamate ‘operaie’ sia le api che la servitù della villa – i pochi maschi vengono eliminati fisicamente o resi inoffensivi o assoggettati agli ordini della dispotica matriarca.
La scena inviata rende con grande forza visiva l’atmosfera melliflua che avvolge Maso al suo arrivo nella villa: il the zuccherato col miele, l’ampolla col liquido color oro, la bionda capigliatura e il dolce sorriso di Rosa. Una scena che vediamo attraverso un ciondolo d’ambra, virata al giallo.