ALF indice il Premio miglior film europeo al femminile per promuovere e valorizzare la rappresentazione e la rappresentatività delle donne nel grande schermo.

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IL PROGETTO

L’ambizione è quella di crescere, mettendo a fuoco e perfezionando sempre più i nostri obiettivi e favorendo lo scambio con soggetti qualificati, che diano un apporto significativo in termini di competenze e professionalità.

Abbiamo lavorato in collaborazione con gli studenti del corso di Laurea Magistrale in TV, Cinema e New Media della facoltà di Comunicazione della IULM di Milano. Guidati da due docenti del corso, Elena Gipponi e Mariachiara Grizzaffi, e divisi in sei gruppi, gli studenti e le studentesse hanno analizzato tra gennaio e marzo 2023 ventisei opere cinematografiche distribuite nelle sale italiane nel 2023, e preparato dei video saggi per argomentare le proprie scelte.

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PREMIO E OPPORTUNITÀ

Al film vincitore andrà il premio di 5.000€ diviso in parti uguali tra sceneggiatura e distribuzione italiana. Il gruppo ALF vuole così evidenziare l’importanza di un’offerta di cinema di qualità al grande pubblico. Troppo spesso ottimi lavori non sono visti. La sinergia tra produzione e distribuzione è un valore fondamentale.

Gli obbiettivi del Premio sono: creare un network attorno alla tematica del femminile nel cinema per poi diffondere queste idee a 360°, soprattuto nei luoghi della formazione delle future e dei futuri professionisti; favorire una discussione sulla rappresentazione del femminile sia storicamente, sia nell’attualità attraverso l’analisi dei film in sala.

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LA GIURIA TECNICA

La giuria è composta da giornalisti, critici e docenti del settore cinema e audiovisivo. Tra riconferme e nuovi nomi, sceglieranno il film vincitore:
Paola Casella (giornalista e critica cinematografica), Andrea Chimento (critico cinematografico “‘Sole24 ore”), Domizia De Rosa (presidente, Women in Film, Television & Media Italia), Vittorio Lingiardi (scrittore, psichiatra e psicoanalista), Paolo Mereghetti (giornalista e critico cinematografico), Marina Pierri (direttrice del Festival delle Serie Tv), Patrizia Rappazzo (direttrice festival Sguardi Altrove), Barbara Sorrentini (giornalista conduttrice di Chassis, Radio Popolare), Valentina Torrini (Presidente Uniche ma plurali ODV).

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CINQUINA FINALISTA

I cinque film finalisti sono il risultato del percorso di analisi e riflessione delle studentesse e degli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Televisione, Cinema e New Media, facoltà di Comunicazione dell’Università IULM guidati dalle docenti e integrati con le valutazioni del Comitato organizzatore di ALF.

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INVITO AL CINEMA

Il cinema, talvolta quasi involontariamente, esalta la forza delle donne attraverso i personaggi interpretati dalle attrici.
Si può considerare la storia del cinema come un percorso di emancipazione, parallelamente a quello, tutt’altro che concluso, affrontato dalle donne nella società; sul grande schermo, ciò significa emancipazione delle protagoniste femminili dai modelli che le costringono a esistere in funzione dei personaggi e degli sguardi maschili.
Sono questi i personaggi femminili che ci interessano, sono loro le voci che ci parlano, che fanno la forza dei film che abbiamo visto e scelto tra quelli europei distribuiti in Italia nel corso del 2023, diretti o sceneggiati indifferentemente da una mano femminile o maschile.

 

TITOLI IN CONCORSO:


AFTERSUN

R., sogg., scenegg.: Charlotte Wells. Int.: Frankie Corio, Paul Mescal, Celia Rowlson-Hall. GB,USA 2022, 96’.
BAFTA Miglior esordio britannico a Charlotte Wells. Candidatura Oscar 2023 Miglior attore protagonista a Paul Mescal, 16 Nomination ai British Independent Film Awards.

Anni ’90. In uno scalcinato resort sul mare in Turchia l’undicenne Sophie si gode i rari momenti che riesce a trascorrere con il suo giovane padre, l’idealista e amorevole Calum. Vent’anni dopo, il ricordo della loro ultima vacanza diventa un ritratto potente e straziante del loro rapporto. Questa opera prima, candidata a parecchi premi, è stata definita una “riflessione sulla sostanza delle immagini e dei ricordi, struggente istantanea di un rapporto padre-figlia.”

 

ANATOMIA DI UNA CADUTA
R,: Justine Triet. Scenegg.: J. Triet, Arthur Harari. Int.: Sandra Hüller, Swann Arlaud, Milo Machado Graner. FRANCIA 2022, 150’. Palma d’Oro a Cannes, Golden Globe Miglior film internazionale e Miglior sceneggiatura, 6 Oscar europei, National Board of Review Award, Premio Oscar 2024 per la miglior sceneggiatura originale a Justine Triet e Arthur Harari.

Una coppia di scrittori, lui in crisi di ispirazione, lei autrice di successo, si trasferisce da Londra in un solitario chȃlet sulle Alpi francesi, insieme al figlioletto non vedente, Daniel, e al cane Snoop. Sostenuto dalla prova ammirevole di Sandra Hüller, il film racconta con i toni di un thriller avvincente e ambiguo una tragedia famigliare con al centro un ritratto di donna provocatrice e fuori dagli schemi.

 

AS BESTAS – LA TERRA DELLA DISCORDIA
R. Rodrigo Sorogoyen. Scenegg.: R. Sorogoyen, Isabel Peña. Int. Marina Foïs, Denis Ménochet. SPAGNA/FRANCIA 2022, 137’. Premio César 2023 Miglior film straniero. Premio Lumière Miglior coproduzione internazionale. 9 premi Goya.

Una coppia francese di mezza età si trasferisce in un villaggio nel cuore della campagna galiziana con l’intento di entrare maggiormente in contatto con la natura. La loro presenza però disturba la gente del posto, in particolare i due fratelli vicini di casa. Le ostilità si acuiranno quando Antoine e Olga si opporranno alla realizzazione di un impianto eolico nei pressi della loro tenuta, bloccando il progetto e dando inizio allo scatenarsi di un vero e proprio odio nei loro confronti. La figura di Olga, fiduciosa nonostante tutto nella possibilità di una giusta mediazione, assume sempre più peso nella seconda parte del film, diventando quasi una novella Antigone che prende posizione contro la violenza maschile.

 

C’È ANCORA DOMANI
R.: Paola Cortellesi. Scenegg., sogg.: Furio Andreotti, Giulia Calenda, P. Cortellesi. Int.: Paola Cortellesi, Emanuela Fanelli, Valerio Mastandrea, Romana Maggiora Vergano. ITALIA 2023, b/n, 118’. Vari premi alla Festa del Cinema di Roma e campione di incassi al botteghino. Esordio alla regia di Paola Cortellesi. Menzione speciale per miglior opera prima, premio speciale della Giuria, premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma 2023; Film dell’Anno ai Nastri d’Argento 2024.

Roma, maggio 1946. In una città martoriata dagli strascichi della guerra Delia fa i salti mortali per tirare avanti. Ha tre figli, un suocero tirannico e brontolone, un marito dispotico e violento che la trascura e la considera una nullità. In giornate che passano tra lavoretti, dedizione alla famiglia e violenze domestiche, e con l’unica distrazione delle chiacchiere ritagliate con l’amica fruttivendola e l’ex amore di gioventù, si fa strada in lei la consapevolezza di poter riconquistare una dignità che le è stata portata via senza che quasi se ne rendesse conto.
Una misteriosa lettera arriva inoltre a suscitare la speranza in un futuro migliore, non solo per lei stessa ma per tutte le donne.

 

COME PECORE IN MEZZO AI LUPI
R.: Lyda Patitucci. Scenegg., sogg: Filippo Gravino. Int.: Isabella Ragonese, Andrea Arcangeli, Clara Ponsot, Aleksandar Gavranić, Tommaso Ragno. ITALIA 2023, 100’. Gran Premio Amilcar.

Vera è un’agente di polizia infiltrata sotto copertura in una banda internazionale di criminali e rapinatori. Ha un carattere duro, temprato dai rischi della professione e segnato da un passato familiare doloroso Dopo anni di lontananza, si ritrova inaspettatamente di fronte al fratello Bruno, in ruoli opposti, legata a lui da un segreto che non può tradire, pena la sua stessa sopravvivenza.
Opera prima che piega con abilità il genere (crime/action movie) alle esigenze di una storia non lineare nè prevedibile ma piena di zone d’ombra, e indaga con capacità di introspezione psicologica l’animo di una donna spezzata che deve ricostruirsi un futuro. Una storia cupa e forte, benissimo interpretata da una inconsueta Ragonese.

 

EMILY
R., scenegg.: Frances O’Connor. Int: Emma Mackey, Oliver Jackson-Cohen, Fionn Whitehead. GB/USA 2022, 130’. Presentato al Toronto Film Festival

Esordio della sceneggiatrice e scrittrice australiana Frances O’Connor, “Emily” è un biopic atipico e intimista, complesso e sfaccettato nella misura in cui riflette l’essenza della sua protagonista, una delle scrittrici e poetesse più famose della storia, Emily Brontë. Profondamente influenzata dalla morte della madre, dalle regole imposte dal padre, dal rapporto con le sorelle Charlotte e Anne e con l’amato fratello Branwell, Emily è incessantemente alla ricerca della libertà artistica e personale. Una ricerca fervida e impetuosa che esplode nella creazione di uno dei più grandi capolavori di tutti i tempi: a meno di trent’anni Emily scrive quello che rimarrà il suo unico romanzo,“Cime tempestose”.

 

FELICITÀ
R.: Micaela Ramazzotti. Scenegg.: M. Ramazzotti, Isabella Cecchi, Alessandra Guidi. Int.: Micaela Ramazzotti, Sergio Rubini, Matteo Olivetti, Max Tortora. ITALIA 2023, 104’. Premio degli Spettatori, sezione ‘Orizzonti’ a Venezia

Dalle parole della regista: “’Felicità’ è la mia opera prima e sono così orgogliosa e onorata che proprio la Mostra del Cinema di Venezia sia il primo festival ad accoglierla e a volerle bene. La storia, che è in parte ispirata a qualcosa di autentico, parla di una famiglia patologica, di un percorso psichiatrico, di una relazione squilibrata, di mediocrità educativa e sociale e di come lo spirito dell’Italia di questi anni si rifletta sulle persone meno attrezzate. C’è voluta da parte mia un po’ di faccia tosta a interpretare Desirè, perché non è certo il ritratto edificante di una donna virtuosa, anzi è decisamente imperfetta, ingenua, un
po’ bugiarda e anche patetica”.

 

HOURIA – LA VOCE DELLA LIBERTÀ
R., scenegg.: Mounia Meddour. Int.:Lyna Koudhri, Rachida Brakni, Nadia Kaci. FRANCIA/ALGERIA 2022, 98’. Vari premi Arab Cinema

Houria, una giovane danzatrice, sogna di entrare a far parte del balletto nazionale algerino, ma per riuscirvi ci vogliono, oltre alle doti che indubbiamente possiede, molti soldi. Una sera, dopo una grossa vincita ai combattimenti clandestini tra montoni, subisce un’aggressione che la lascia spezzata negli arti e nello spirito, oltre che priva di parola. Sarà grazie al sostegno amorevole della madre e di un gruppo di donne in riabilitazione, che Houria troverà la forza per rinascere e continuare a danzare.
Attraverso la storia sofferta di una giovane ballerina, la regista apre una finestra sulla condizione della donna nel mondo arabo e in particolare nella società algerina, dove aleggia ancora il fantasma di un aspro conflitto civile. Notevole la prova di Lyna Koudhri che attraverso la straordinaria espressività del volto e del corpo da voce, senza bisogno di parole, sia al dolore che a una gioiosa vitalità.

 

JEANNE DU BARRY – LA FAVORITA DEL RE
R.: Maïwenn. Int.: Maïwenn, Johnny Depp, Teddy Lussi-Modeste. FRANCIA/BELGIO/GB 2023 , 116’. Presentato a Cannes 2023.

Figlia illegittima di un monaco e di una cuoca, cresciuta tra privazioni e maltrattamenti, Jeanne impara a sfruttare la sua ambizione e il suo fascino, anche attraverso la moda, per raggiungere una posizione sociale elevata. Offerta dal Duca du Barry a Re Luigi XV come amante, Jeanne se ne innamora perdutamente, ricambiata, sfidando il decoro e l’etichetta della corte di Versailles. Ma le regole sociali e il sistema patriarcale non sono proprio a favore di Jeanne. Dall’ascesa alla caduta il passo sarà breve.

 

LA BELLA ESTATE
R., scenegg.: Laura Luchetti. Int.: Yile Vianello, Deva Casell. Nicolas Maupas. ITALIA 2023, 111’ Presentato a Locarno Film Festival.

Torino, 1938. Tratto dall’omonimo libro di Cesare Pavese, il film racconta la storia della sedicenne Ginia, che spera in un futuro roseo e denso di infinite possibilità, mentre sul suo presente si abbattono le ombre della Seconda guerra mondiale. Come ogni ragazza della sua età, Ginia vorrebbe innamorarsi e inizialmente sembra aver trovato l’amore in un giovane pittore. Quando incontra Amelia, una ragazza sensuale e provocante più grande di lei, Ginia viene trasportata negli ambienti artistici della Torino bohémienne e si apre a un mondo tutto nuovo. Amelia è diversa dalle persone che lei finora ha incontrato e rende vana ogni sua certezza. Ben presto Ginia si ritrova divisa tra il dovere che spetta a una giovane della sua epoca e la scoperta di un nuovo sentimento che la confonde. Travolta da qualcosa che non sa definire, Ginia nel corso dell’estate si arrende ai sentimenti che tanto l’hanno confusa, trovando finalmente il coraggio di essere in tutto e per tutto se stessa.

LA CHIMERA
R. Alice Rohrwacher. Scenegg.: A. Rohrwacher, Marco Pettenello, Carmela Covino. Int.: Josh O’Connor, YIle Yara Vianello, Isabella Rossellini, Carol Duarte. IT/FR/CH, 130’.
Presentato a Cannes 2023. European Film Award per la miglior scenografia (Emita Frigato)

Anni 80’. Riparbella è l’immaginario e suggestivo paese della (reale) Tuscia che fa da teatro alla storia.
Dopo un periodo di forzata lontananza il giovane inglese Arthur, che ha poteri di rabdomante, torna alla guida di una banda di tombaroli che rivendono reperti etruschi sul mercato dell’arte, ufficiale e clandestino. Arthur ha il suo rifugio nella decadente casa di Flora, matriarca e insegnante di canto, dove la presenza di Italia gli ispira nuovamente pensieri d’amore, quell’amore perduto con la scomparsa di Beniamina, la figlia di Flora. Beniamina è l’esile filo di Arianna che guida Arthur nel suo viaggio tra i vivi e i morti, tra boschi e città, tra feste e solitudini. Così come la ricerca del proprio sogno, della Chimera, guida i destini intrecciati di tutti i personaggi.

 

L’AMORE SECONDO DALVA
R., scenegg.: Emmanuelle Nicot. Int. Zelda Samson, Alexis Manenti. FRANCIA/BELGIO 2022, 83’. Premio Miglior Interpretazione a Zelda Samson a Cannes 2022, premio FIPRESCI; 1 candidatura agli European Film Awards, Premio del pubblico a Rotterdam 2023.

Quando il padre viene arrestato per molestie nei suoi confronti, la dodicenne Dalva, che si atteggia già a donna, viene condotta in una comunità di recupero. L’adolescente si chiude nel mutismo davanti alle domande di poliziotti, magistrati, educatori, rifiutando di sentirsi vittima, tanto è convinta che quella col padre (che lei chiama col nome di ‘Jacques’), separato dalla madre che si è allontanata da casa, sia una vera e propria storia d’amore. A poco a poco, l’aiuto di una compagna dapprima ostile e di un educatore del centro le permettono di vedere le cose secondo un’altra prospettiva e di iniziare la sua nuova, vera vita.
“Diventare se stessa, strappando agli adulti il furto subito dell’infanzia, è la grande conquista di Dalva. Il film ha il grande merito di ribaltare le narrazioni pietistiche se non addirittura voyeuristiche riservate normalmente al tema dell’incesto, e di collocarlo in un discorso politico ampio e incisivo” (Luca Mosso)

 

L’APPUNTAMENTO
R.: Teona Strugar Mitevska. Scenegg.: T. S. Mitevska, Elma Tataragic. Int.: Jelena Kordic, Adnan Omerovic, Labina Mitevska. DANIMARCA/BELGIO/SLOVENIA/CROAZIA7BOSNIA-HERZEGOVINA/MACEDONIA DEL NORD 2022, 95’. Presentato in anteprima nella sezione “Orizzonti” a Venezia. 

Il titolo internazionale, “The Happiest Man in the World”, riprende una battuta ironica e amara del film.
A Sarajevo, Asja è una quarantacinquenne single che in una apparentemente innocente serata di speed date incontra Zoran, un coetaneo, che sembra oppresso da una grande sofferenza, dice di non aver combinato niente nella vita e di pensare spesso al suicidio. Ma è un incontro casuale il loro? Rispondendo (o rifiutandosi di farlo) alle domande sempre più personali poste ai partecipanti, Asja e Zoran compiono un drammatico percorso di conoscenza reciproca, che riporta alla luce ferite del corpo e dell’anima che malgrado il tempo trascorso faticano a guarire. Sullo sfondo di una città che ancora mostra i segni della sanguinose guerre balcaniche, i temi che la regista ci propone sono quelli della colpa e della riparazione, del bisogno di essere perdonati, della dolorosa impossibilità di dimenticare.

 

LA TERRA DELLE DONNE
R.: Marisa Vallone. Scenegg.: Paola Sini, M. Vallone. Int.: Paola Sini, Valentina Lodovini, Jan Bijvoet, Syama Rayner, Alessandro Haber. ITALIA 2023, 104’. Presentato come opera prima al BiFest Bari 2023

Sardegna, immediato secondo dopoguerra. In un contesto rurale e legato ad antichi riti e superstizioni, la vita di Fidelia è sottomessa alla volontà della società patriarcale in cui vive. Il suo destino è comune a quello di tutte le figlie nate settime che, intoccabili dagli uomini, devono esser avviate all’arte della stregoneria e a far nascere i figli altrui. Quando prende sotto la sua cura Bastiana, come lei settima figlia illegittima, Fidelia si scopre ‘madre’, scoprendo al contempo la forza ancestrale e il coraggio delle donne.

 

LA VERITA’ SECONDO MAUREEN K.
R.: Jean-Paul Salomé. Scenegg.: Fadette Drouard, J-P Salomé. Int.: Isabelle Huppert, Alexandra Maria Lara, Yvan Attal. FRANCIA/GERMANIA 2022 , 122’. Tratto dal libro-inchiesta di Caroline Michel-Aguirre. Varie candidature al Festival di Venezia 2022

Ispirato alla vera storia di Maureen Kearney (il titolo originale è ‘La syndicaliste’).
L’irlandese Maureen difende i lavoratori di una multinazionale francese del nucleare e, sola in un mondo di uomini, indaga con coraggio per far luce su un intrico di interessi e oscuri giochi di potere. Dapprima spiata e minacciata, viene infine aggredita e brutalizzata in casa. Non creduta, anzi accusata di avere messo in scena il proprio stupro, dovrà lottare per dimostrare la sua verità. In un universo popolato da uomini arrivisti, manipolatori, pavidi, brutali, Maureen – interpretata da una Huppert quanto mai in parte – fa ricorso ai suoi nervi saldi, a una fredda intelligenza analitica e alla consapevolezza di lottare non solo per se stessa ma per tutte le donne, per far sì che la verità alla fine trionfi.

 

LE VELE SCARLATTE
R.: Pietro Marcello. Scenegg.: Maurizio Braucci, P. Marcello, Geneviève Brisac, Maud Ameline. Int.: Juliette Jouan, Raphaël Thierry, Louis Garrel. FRANCIA/ITALIA/GERMANIA 2022, 99’. Vari premi internazionali.

Tratto dal libro omonimo di Alexandr Grin, 1923, che racconta l’emancipazione di una donna negli anni ’20 e ’30 del 900. Il soldato Raphael torna dalla Grande guerra al suo villaggio normanno, dove vive una bambina di cui Raphael ignorava l’esistenza: è sua figlia Juliette, di indole solitaria e sognatrice. Per lei l’uomo ricomincerà a fare il falegname, dimostrandosi l’artigiano migliore della zona. Ad aiutarlo c’è Madame Adeline, una vedova che accoglie entrambi nella sua fattoria. Ma i tre non sono ben visti nel villaggio, che considera l’uomo colpevole di omissione di soccorso, e le donne due streghe. Il loro è tuttavia un percorso di speranza, in attesa del passaggio delle vele scarlatte pronosticato a Juliette dalla maga del paese.
Da una dichiarazione del regista: “…il mio film, che sembra portarci nel passato, in realtà si può guardare con occhio moderno, come una pellicola su un modello nuovo di matriarcato. Prende il punto di vista delle donne. In Martin Eden i riferimenti sono il sindacalista svedese Stig Dagerman, l’anarchico napoletano Enrico Malatesta. Qui finisce con la comunarda Louise Michel. Si resta sul terreno dell’anarchia, ma tra l’uno e l’altra c’è un progressivo slittamento del mio punto di vista dal maschile verso il femminile”

 

L’INVENZIONE DELLA NEVE
R., sogg.: Vittorio Moroni. Scenegg.: Igor Brunello, Luca De Bei, V. Moroni. Int.: Elena Gigliotti, Alessandro Averone, Anna Ferruzzo. Animazioni di Gianluigi Toccafondo. Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia. ITALIA 2023, 117’

Carmen è una donna instabile, con un passato di tossicodipendenza. Sottratta alla madre fin da piccola e cresciuta in una casa-famiglia, sposa per amore Massimo, un uomo altrettanto fragile, per poi separarsene dopo aver avuto l’amatissima figlia Giada. E’ la storia di un rapporto di coppia, ma è il personaggio di Carmen che riempie la scena. Invadente, eccessiva, manipolatrice, la sua lotta senza quartiere per non perdere la figlia è anche una lotta di resistenza per non lasciarsi imprigionare dalle gabbie che la vorrebbero ‘normalizzare’. C’è una fiaba piena di animali e di figure fantastiche che aleggia sul film, che tuttavia non ha nulla di fiabesco, anzi, perchè il ricorso a una mdp sempre in movimento e la totale identificazione degli attori con i protagonisti conferisce al film la verità del documentario.

 

MIA
R.: Ivano De Matteo. Scenegg.: I. De Matteo, Valentina Ferlan. Int.: Greta Gasbarri, Edoardo Leo, Riccardo Mandolini, Milena Mancini. Presentato al Bari International Film Fest. ITALIA 2023, 108’

Ancora una declinazione sul tema del’amore, del sesso, dell’intricato mondo interiore degli adolescenti, del rapporto figli-genitori. Sull’angoscia di un padre che vorrebbe allontanare la figlia quindicenne, la Mia del titolo (e il nome dice tutto)da quello che lei scambia per amore vero: il legame con un ragazzo possessivo e geloso fino allo stalking. Un film che arriva allo spettatore come un pugno nello stomaco, in un crescendo di emozioni forti con un finale a sorpresa.

 

MI FANNO MALE I CAPELLI
R.: Roberta Torre. Sogg., scenegg.: Roberta Torre, Franco Bernini. Int.: Alba Rohrwacher, Edoardo Leo.
Costumi di Massimo Cantini Parrini. ITALIA 2023, 83’. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 

Ne “La Notte” di Antonioni Monica Vitti pronuncia la frase “Ho l’impressione di scordarmi ogni giorno qualcosa”. La protagonista del film di Roberta Torre si chiama Monica. E’ bionda. Anche lei, come l’indimenticabile attrice che ne fu colpita negli ultimi vent’anni della sua vita, ha una malattia che causa progressivi vuoti di memoria e distorsione dei ricordi. A questo cortocircuito tra vita reale e immaginario cinematografico la Monica del film si aggrappa per non perdersi del tutto. Più vivi e reali dei filmini di famiglia in 16mm che il marito le mostra, i personaggi delle tante donne che la Vitti ha interpretato sullo schermo sono per Monica un catalizzatore di reminiscenze e sensazioni in cui immergersi, in un gioco dolce e straziante che le permette di riacciuffare brandelli di felicità.

 

MISERICORDIA
R.: Emma Dante. Scenogr.: E. Dante, Elena Stancanelli, Giorgio Vasta . Int.: Simone Zambelli, Simona Malato, Tiziana Cuticchio, Milena Catalano, Fabrizio Ferracane. ITALIA 2023, 95’. Gran Premio come Miglior Film a Tallinn, Black Nights Film Fest; premio miglior attore a Simone Zambelli.

Tra favola e mito, ambientato in una Sicilia arcaica dove la magnificenza di mare e natura si scontra con degrado e miseria, il nuovo film dell’immaginifica regista è la ripresa di una sua opera teatrale. Ci sono Arturo, un ragazzo strano, partorito tra pietre e pecore, quasi disabile ma vitale e dallo sguardo puro, abile nel danzare girando in tondo come un derviscio; una catapecchia fatiscente dove vive una comunità di donne costrette a prostituirsi che fanno da madri ad Arturo; un brutale e orrendo Polifemo che ha ucciso a botte la madre di Arturo… Il mio film, sottolinea la regista, “esplora l’inferno di un degrado terribile, sempre di più ignorato dalla società. Racconta la fragilità delle donne, la violenza che continua a perpetuarsi contro di loro, la loro disperata e sconfinata solitudine”.

 

MON CRIME – LA COLPEVOLE SONO IO
R.: François Ozon. Int. Nadia Tereszkiewicz, Rebecca Marder, Isabelle Huppert, Fabrice Luchini. FRANCIA/BELGIO 2023, 102’ Tratto dall’omonima opera teatrale di Georges Berr e Louis Verneuil (1934); 1 nomination ai César 2024 per i migliori costumi. 

Parigi, 1935. Madeleine Verdier, aspirante attrice convocata dal celebre produttore Montferrand per un possibile ingaggio, dapprima deve subirne le pesanti avance, poi, alla morte violenta dell’uomo, è accusata di omicidio. Con la complicità di Pauline Mauléon, avvocata principiante che per amicizia si incarica della sua difesa, Madeleine si assume il crimine e accede alla gloria denunciando la misoginia della società e l’incompetenza della giustizia. Il tribunale diventa ‘teatro’ della sua performance. L’ingiustizia subita commuove l’opinione pubblico, il successo è immediato. Per Madeleine comincia una nuova vita, gli ingaggi piovono coi fiori e le proposte di matrimonio, ma la vera colpevole arriva a bussare alla porta e a reclamare la sua parte…

 

NINA DEI LUPI
R.: Antonio Pisu. Dal romanzo di Alessandro Bertante. Scenegg.: A. Pisu, Piepaolo De Mejo, Annapaola Fabbri, Tiziana Foschi. Int.: Sara Ciocca, Sergio Rubini, Sandra Ceccarelli. ITALIA 2023, 104’. Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia e al Noir Film Festival di Milano. 

La civiltà è stata annientata da un evento catastrofico. Gli istinti più bassi si scatenano tra gli umani, ma gli abitanti di un paesino isolato tra le montagne riescono a sopravvivere senza tecnologia, cibandosi dei frutti della terra. L’evento, noto a tutti come “la Sciagura”, è stato provocato da una tempesta solare, che ha privato l’umanità della corrente elettrica. Nina è nata durante quella tempesta, e cresce fortemente legata alla natura, tanto da essere vista da molti come una sorta di strega. In sua presenza infatti accadono diversi fenomeni, e la cosa non fa altro che farla apparire “diversa” agli occhi dei suoi compaesani, che la rifiutano. Un giorno una banda di violenti predoni irrompe nel paesino, uccidendo gran parte della popolazione e schiavizzando la restante. Nina, ormai adolescente, riesce a scappare e a trovare rifugio nel bosco, dove imparerà a convivere con i lupi.

 

PASSEGGERI DELLA NOTTE
R.: Mikhaël Hers. Scenegg.: M. Hers, Maud Ameline, Mariette Désert. Int.: Charlotte Gainsborough, Noée Abita, Emmanuelle Béart. FRANCIA 2022, 111’. Presentato alla Berlinale; Premiato per la miglior sceneggiatura non originale a Valladolid 2023; 1 nomination ai César per la miglior colonna sonora originale; 1 candidatura ai Lumière per la miglior fotografia. Evento speciale al Torino Film Festival 2023.

In una Parigi in fermento per la storica vittoria alle elezioni di Mitterrand (1981) Elisabeth è una donna smarrita: lasciata dal marito, reduce da un tumore, madre di due figli adolescenti, trova lavoro al centralino di un programma radiofonico notturno che raccoglie le confidenze più intime degli ascoltatori. E’ grazie alla conduttrice del programma, Vanda, che Elisabeth accoglie in casa Talulah, una ragazza ‘difficile’. E la casa (un noto edificio di Parigi) diventa anch’essa protagonista di un racconto destrutturato e delicato che si svolge nell’arco di sette anni, dove non mancano tocchi di affettuosa cinefilia, e dove lo sguardo sensibile ed empatico del regista accompagna i suoi personaggi in un percorso di crescita faticoso, ma che li porta a immaginare la possibilità di un nuovo inizio.


SICK OF MYSELF

R., scenegg: Kristoffer Borgli. Int.: Kristine Kujath Thorp, Eirik Saether. NORVEGIA/SVEZIA 2022, 97’.
2 Amanda Awards, premiato al Dublin Film Fest e al Valladolid I.F.F. Premio Sindacato Nazionale Critici Cinematografici

Signe e Thomas vivono una relazione di coppia malsana e competitiva. Quando sembra che Thomas inizi ad essere apprezzato, pur usando mezzi discutibili, come artista contemporaneo, Signe non può sopportare che il suo ragazzo le rubi la scena, e diventa sempre più preda delle sue ossessioni, fino a lanciarsi in un estremo tentativo di attirare l’attenzione su di sé, anche a costo della propria salute. Una serie di avvenimenti bizzarri e rocamboleschi costituisce l’ossatura di questa commedia al vetriolo, che prende le mosse, calcando sul pedale del noir, da una delle caratteristiche dell’odierna società: il bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione altrui.

THE QUIET GIRL
R., scenegg: Colm Bairéad. Dal romanzo di Claire Keegan “Foster/Un’estate”. Int.: Catherine Clinch, Carrie Crowley, Andrew Bennett. IRLANDA 2023, 97’. Presentato alla Berlinale. Candidato Oscar 2023 come miglior film internazionale. 2 candidature ai BAFTA 2023 (miglior sceneggiatura non originale e miglior film non in lingua inglese); Premio per la miglior fotografia agli European Film Awards 2023.

Cait è una bambina di nove anni, che vive poveramente in una zona rurale dell’Irlanda con i genitori e molti fratelli. Le difficoltà economiche spingono gli anaffettivi genitori, in attesa di un ennesimo figlio, ad affidarla per l’estate a lontani parenti. Cait, che si sente invisibile agli occhi del mondo, accetta si direbbe supinamente questa scelta, continuando a vivere nel rifugio del suo mondo interiore. A poco a poco, tra momenti di diffidenza e di slancio reciproci, si crea un forte legame tra Cait e la coppia di anziani agricoltori. In casa loro, la bambina scopre un segreto e un modo diverso di vivere, ma il finale riserva una amara svolta narrativa.

 

VERA
R.:Tizza Covi, Rainer Frimmel. Scenegg.: T. Covi. Int. Vera Gemma, Annamaria Ciancamerla, Walter Saabel, Sebastian Dascalu, Daniel De Palma. AUSTRIA/ITALIA 2023, 115’. Premio Orizzonti 2023 a Venezia per miglior regia e miglior interprete femminile.

Molto diversa dal personaggio glamour conosciuto attraverso varie apparizioni televisive, Vera appare qui come una donna inquieta, malinconica e assetata di vero affetto, capace di raccontarsi con sincerità e autoironia davanti alla mdp discreta e invisibile dei registi. Tra peccati di arroganza e superficialità e assunzioni di responsabilità, la vita della figlia di Giuliano Gemma viene da lei stessa raccontata senza ipocrisie né falsi pudori. Abituata agli agi e ai privilegi riservati alle star, e improvvisamente trovatasi a far fronte a difficoltà materiali ed esistenziali, è a contatto con i più emarginati che Vera scopre il prossimo e con esso i valori fondamentali della vita.
“A casa mia essere belli era un dovere, dovevi essere bella per forza. Guai se ingrassavi, era più grave ingrassare che essere dipendenti dalle droghe” (Vera Gemma)