Masterclass con Margarethe von Trotta

Incontro con Margarethe von Trotta | 6 giugno 2026 | Rosa Luxemburg
Proiezione del film e masterclass con Margarethe von Trotta, Felice Laudadio. Moderatrice: Ilaria Floreano
Margarethe von Trotta è arrivata a Milano venerdì 5 giugno 2026, ospite d’onore della terza edizione di ALF Premi Cinema al femminile. Anna Foglietta le ha simbolicamente consegnato un mazzo di fiori tra gli applausi del pubblico, mazzo di fiori che von Trotta di slancio ha regalato a Nada dopo averla ascoltata cantare la sua All’aria aperta, un inno quasi tribale di lotta e liberazione.
Il giorno dopo, la regista di Anni di piombo e Hannah Arendt ha assistito alla proiezione al Cinema Arlecchino del suo Rosa Luxemburg (1986), su invito di ALF premi cinema, con la collaborazione di Goethe-Institut Mailand e di Cineteca Italiana Milano, che ha proposto il DCP della pellicola originale della versione doppiata in italiano, dopo una lunga e rocambolesca ricerca, facendosi carico del restauro. L’intervento effettuato è stato giudicato ottimo dalla stessa von Trotta. Accompagnata dall’amico Felice Laudadio, la regista è salita sul palco e incalzata dalla moderatrice dell’evento – la scrittrice e direttrice editoriale Ilaria Floreano – ha raccontato, a un pubblico attento e commosso, alcuni interessanti retroscena: l’invito a realizzare il film al posto di Fassbinder (in quanto sua amica e in quanto donna), il quale aveva già scritto una sceneggiatura ma era morto precocemente il 10 giugno 1982; la ricerca di fonti originali in un archivio di Berlino Est; la lettura delle oltre 2000 lettere scritte dalla rivoluzionaria, per poter intrecciare alla dimensione politica di Luxemburg anche quella personale, com’è imprescindibile per von Trotta e con buona pace dei militanti più estremisti che mal tollera(va)no la commistione; la scelta della distribuzione italiana di promuoverlo come Rosa L. provocandone il fallimento al botteghino (chi si aspettava un erotico restò deluso, chi voleva un film politico disertò la sala). Accanto a Margarethe, Laudadio – grande uomo di cinema, produttore, direttore di festival, sceneggiatore anche dell’unico film di von Trotta non scritto da lei (Il lungo silenzio, sulle mogli dei magistrati vittime della mafia, realizzato di getto dopo l’omicidio di Paolo Borsellino) – ha ricordato i due anni di approfondimento, studio e scrittura che hanno preceduto le riprese sul set di Rosa Luxemburg, definendoli quasi “da fanatica”. Perché è vero che, dietro lo sguardo luminoso da bambina e le sue immagini dense ed eloquenti, von Trotta è una lettrice onnivora e curiosa, oltre che una raffinata scrittrice e la più longeva e significativa regista europea della sua generazione. Ed è vero che di voci come la sua abbiamo profondamente bisogno.